carnevale ivrea

Per gli eporediesi (i cittadini d’Ivrea) la festa più importante è una e una sola: il Carnevale. L’evento più atteso? Naturalmente la “sanguinosa” battaglia delle arance… Sebbene ogni anno questo evento attiri turisti persino dall’Australia, dalla Russia, dalla Cina e dal Giappone, non manca mai la polemica: non si potrebbe evitare di sprecare tutta questa frutta?

Molti però non conoscono a fondo la realtà dietro questa tradizione, soffermandosi solo sul risultato finale: un tappeto di arance schiacciate.

Spreco si o spreco no?

Proviamo, dunque, ad addentrarci nella “questione spreco”: sono 600 quintali quelli che, ogni anno, arrivano da aziende agricole della Calabria e della Sicilia dirette a Ivrea per la manifestazione. Si tratta di agrumi destinati al macero prodotti da aziende che lavorano appositamente per la manifestazione, grazie alla quale vivono, lavorano e danno occupazione a decine di famiglie.

Sicilia e Piemonte contro tutte le mafie

Non solo: le arance di Ivrea sono contro la mafia! L’associazione Libera, il Comune di Ivrea, la Fondazione Benvenuti in Italia, l’associazione degli Aranceri e la Prefettura di Torino, hanno firmato un protocollo per fare in modo che la produzione delle arance sia tracciabile. L’iniziativa si chiama “Arance Frigie” e l’obiettivo è liberare dalla lunga mano delle mafie la produzione di questi agrumi. Come? Semplice (o almeno, si prova a rendere tale il processo): le aziende devono fornire un’autocertificazione, poi vagliata dal Comune di Ivrea e dalla Prefettura. Questi i documenti da presentare: un’autocertificazione antimafia, un Durc in corso di validità, il bilancio degli ultimi 3 anni, una visura camerale.

Dunque la famosa battaglia delle arance non è solo un gioco: è una battaglia per supportare una parte di economia locale italiana ma è anche una battaglia contro l’illegalità.