Torino, 1884. Un gelataio napoletano apre la sua piccola gelateria nella (ormai ex) capitale sabauda, non immaginando che un secolo più tardi un pezzetto della sua arte sarebbe stato venduto in tutta Italia prima e nel mondo, pochi anni dopo.

Qualche secolo dopo l’azienda viene acquistata da Giuseppe Feletti e  da suo genero Giuseppe Cavagnino per 10.000 Lire che inaugura un’era visionaria e d’innovazione: l’introduzione del ghiaccio secco permette le prime esportazioni, tanta richiesta da portare all’ideazione dello slogan “il gelato Pepino arriva ovunque”! Si apre così il periodo dei brevetti e degli stemmi reali insigniti dalla famiglia Savoia. Il 1939 vede nascere il simbolo del gelato italiano: Pinguino, il primo gelato da passeggio. La leccornia che tante generazioni di bambini ricordano: cuore di gelato, ricoperto di croccante cioccolato, su uno stecco di legno al prezzo di 1 Lira!

Quanta strada ha fatto Pepino, da allora? Oggi il presidente è Edoardo Cavagnino, quinta generazione, e ha in progetto di esportare il Pinguino in tutto il mondo.

Intervista a Edoardo Cavagnino

D: Come mai la produzione italiana è importante per la vostra azienda?

R: Se il Made in Italy fosse un brand sarebbe il terzo marchio più noto al mondo, dopo Coca Cola e Visa…” questo dicono gli studi e questo viene confermato quotidianamente dalle nostre aziende impegnate all’estero. Questo valore ci è ancora riconosciuto in alcuni settori trainanti della nostra economia e tra questi si trova sicuramente il food, nello specifico in alcuni prodotti tipicamente italiani, tra cui il gelato. Ecco perché è tanto importante per noi la produzione 100% italiana, che ci tramandiamo da oltre 130 anni e 5 generazioni.

D: Eataly ha richiesto il bollino Italcheck sul fronte delle vostre confezioni. Ci può raccontare la vicenda?

R: In fase di studio del packaging personalizzato in Limited Edition PEPINO x EATALY abbiamo introdotto noi la realtà di Italcheck ed il relativo bollino che garantisce un’ulteriore valorizzazione dell’italianità del nostro prodotto, tanto cara a Pepino quanto a Eataly. Loro a quel punto hanno richiesto che il bollino venisse stampato sul fronte (e non sul lato come facciamo normalmente su tutti i circa 500.000 pack annui del Pinguino) per dare maggiore visibilità e risalto alla certificazione.

D: Siete stati tra i fondatori di Italian Identity, quanto ritenete importante “fare sistema”?

R: Tantissimo, e la storia lo conferma! Oltre ad essere stati tra i primi sostenitori di Italian Identity, noi di Pepino siamo stati tra i fondatori dell’Unione Industriali di Torino (la prima Confindustria in Italia, nel 1906) e anche della prima Rete di Imprese multisettoriale in Italia EBT – Exclusive Brands Torino nata sotto la Mole nel 2011 grazie ad un’intuizione di Licia Mattioli e di Paolo Pininfarina (nostro attuale Presidente) con lo scopo di fare massa critica per andare ad affrontare insieme i mercati esteri, le fiere, le partecipazioni istituzionali e tutte le occasioni per promuovere, oltre alle nostre aziende ed i nostri prodotti, il nostro territorio e le sue Eccellenze diventandone veri e propri ambasciatori attivi ed orgogliosi.

D: Concludendo, quali sono le prospettive di Pepino per il futuro prossimo? In Italia e nel  mondo?

R: Vogliamo continuare ad andare in controtendenza rispetto al nostro mercato di riferimento, crescendo sia in Italia che nel mondo, con allargamento della base distributiva sulla grande distribuzione di qualità, sui clienti deluxe (golf club, yacht club, resort, ecc.) e sull’innovativo progetto PINGUINERIA PEPINO, il nostro franchising, che coniuga tradizione di qualità ed innovazione di processo e di linguaggio, portando in Italia e nel mondo la bandierina del Made in Italy.